“Elite” 1×05 – Ander e il tennis

Con questo post facciamo il giro di boa di “Elite”, la serie tv spagnola che prova a raccogliere il testimone del grande successo “La Casa de Papel”, sempre su Netflix. Oggi ci occupiamo di un personaggio secondario, Ander, che anche se non è collegato in modo diretto all’assassinio intorno al quale gira tutta la serie, ci fa vedere le difficoltà di un adolescente oppresso da un lato dalle paure di svelare la sua omosessualità e dall’altro da un padre onnipresente che vuole che suo figlio diventi il campione di tennis che lui probabilmente non è mai stato.

“Estás yendo para atrás”

Padre di Ander: Vamos a tomar un descanso de cinco minutos. Tienes la muñeca ya bien, ¿no? Entonces, ¿me puedes decir qué te pasa?
Ander: Nada, ¿por qué?
P: Estás yendo para atrás como los cangrejos. Y el viernes tienes un partido que tienes que ganar.
A: Bueno, tengo derecho a tener un día malo, ¿no? Aparte, me sigue doliendo un poco.
P: No valen excusas aquí, ¿eh? Que yo sé de qué pasta estás hecho. Compartimos ADN, chaval…
A: Mira, déjalo, papá… Prefiero que estés borde a simpaticón. ¿Tengo cinco minutos o no?

La perifrasi “estar + gerundio”

Questo dialogo, che sembra abbastanza innocuo, è perfetto per vedere l’uso di quello che in inglese si chiamerebbe “presente continuo” ma che in spagnolo non è un tempo verbale in sé ma una perifrasi molto utilizzata: “estar + gerundio“. Questa “perífrasis” ha il valore di un’azione che continua nel tempo. Nel dialogo sopra la vediamo due volte (una un po’ camuffata…).

Estás yendo para atrás como los cangrejos“, dice il padre di Ander (stai andando indietro come i granchi). In quella perifrasi raccoglie non solo la delusione di quel giorno, poiché avrebbe potuto dire tranquillamente “vas para atrás“, al presente. Invece dice “estás yendo“, il che ci fa capire che non è una cosa di un giorno, viene da lontano, è una cosa che continua da un po’ di tempo. E in effetti la risposta di Ander vuole negare la maggiore: “tengo derecho a tener un día malo, ¿no?“. Poi, usando una perifrasi simile a quella usata da suo padre, “confessa” che anche lui sa che non si tratta di “un día malo“: “me sigue doliendo un poco (la muñeca)“. “Mi fa ancora male”, tradurremmo in italiano, perché il senso è quello, appunto, della continuità.

Seguir” è un verbo molto usato in spagnolo in questo senso. Vuol dire ovviamente “seguire” in alcune accezioni ma qua viene usato per sottolineare quell'”ancora” che vedevamo nell’esempio precedente: il polso non ha smesso di fargli male.

Dubbi? Commenti? Fatemi sapere come la “Lezione di spagnolo” può esservi utile e ricordate che eventualmente potete anche contattarmi per lezioni su Skype.

Ecco le altre puntate:

 

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