“Elite” 1×03 – Il rap di Nano

Vi sta piacendo “Elite”? Per quelli che sono stati un po’ distratti negli ultimi giorni dirò che si tratta della nuova serie spagnola su Netflix, con alcuni protagonisti della serie che ormai è diventato un cult per tutti, “La Casa de Papel”. Uno di loro, Jaime Lorente (“Denver” nella “Casa de Papel”), ci regala nella terza puntata un freestyle che vale la pena ascoltare, leggere e analizzare.

Il testo

Nano: “Vamos a ver, cabrones, un poquito de silencio. Mi hermano y yo os vamos a regalar poesía, ¿os parece bien? Y si no, os jodéis, porque es mi casa. Tírale… Sí, sí, sí, sí, dice, dice, dice, dice… Pasiones, hermanos y sangre porque me sobran cojones pa’ reventar esta cárcel, que si la pasta no cuenta, que si mi cuenta es errante, la razón de mi ilusión es no dejar de equivocarme, mi vida es un extremo y tú me dices que no, como tirar la ceniza del cigarro, la cáscara del plátano, no quiero plata, no, prefiero un corazón, los billetes que te ahogan no son mi prisión, soy, soy, soy todo lo que esperas, soy la cantilena, soy la noche que te viene a llevar, para hacerte soñar, soy un cielo sin estrellas que te puede alumbrar, ah… Vente, hermano, atiende, dibujarás tus sueños en edificios de papel para hacerle comprender que no hay triunfo en el futuro, sin la lucha del presente“.

L’analisi

Partiamo dalla chiamata all’ordine di Nano, che usa una frase molto comune (e volgare): “y si no, os jodéis“, la cui traduzione diretta è: “e se no, vi attaccate al c…”. Poi parte il vero e proprio rap, e c’è subito una cosa molto colloquiale: “pa’” al posto di “para“. È lo stesso principio per cui “per” diventa “pé” in alcuni dialetti italiani. Guardate subito prima di questo “pa’” un’altra espressione abbastanza volgare: “me sobran cojones“. Vuol dire “ho le palle”, letteralmente “mi avanzano le palle”.

Nelle frasi successive abbiamo alcuni “juegos de palabras“, per esempio l’utilizzo delle stesse parole con due significati diversi. Per esempio abbiamo “cuenta” prima come verbo: “la pasta no cuenta“, che vuol dire “i soldi non valgono”. Poi c’è invece “cuenta” come sostantivo, col senso di “conto corrente”. Poi abbiamo “plátano“, prima come parola intera e poi come due parole, “plata” (argento) e “no“.

Forse a qualcuno stupisce quel “vente” già vicino alla fine. Non è altro che l’imperativo del verbo “venirse, è un modo di dire “vieni con me”. È un uso molto comune: “estoy en el bar aquí cerca de tu casa, vente, que hace mucho que no nos vemos“.  E per finire una citazione non molto velata, quando dice “edificios de papel“… Chi sa a quale altra serie avranno pensato i “guionistas” (gli sceneggiatori) per scrivere questa frase…

Dubbi? Commenti? Fatemi sapere come la “Lezione di spagnolo” può esservi utile e ricordate che eventualmente potete anche contattarmi per lezioni su Skype.

Queste le puntate di cui ho parlato finora:

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