La Real Academia Española della lingua (i): introduzione

Questo sarà il primo di una serie per ora indefinita di posts in cui parleremo della massima istituzione per quanto riguarda la lingua di cui occupiamo, ovvero lo spagnolo. La Real Academia Española, più conosciuta per il suo acronimo RAE, non è solo la responsabile delle regole grammaticali o del dizionario più importante di spagnolo ma ha una missione molto più ampia che leggiamo nel primo articolo del suo statuto: “velar por que los cambios que experimente la lengua española en su constante adaptación a las necesidades de sus hablantes no quiebren la esencial unidad que mantiene en todo el ámbito hispánico” [vegliare affinché i cambiamenti che si producano nella lingua spagnola nel suo costante adattamento alle necessità dei suoi parlanti non rompa l’essenziale unità che mantiene in tutto l’ambito ispanico].

300 anni di storia

La RAE fu fondata nel 1713 da Juan Manuel Fernández Pacheco y Zúñiga, marchese di Villena e duca di Escalona. Il motivo era semplice: la Spagna era l’unica delle grandi potenze europee a non avere un dizionario ufficiale a cui far riferimento. Questo era un obbrobrio non solo per l’importanza dell’impero spagnolo a livello mondiale ma soprattutto perché altri paesi europei sì ce l’avevano nonostante il numero di persone che parlavano le loro lingue nel mondo fosse molto più ridotto.

Fu l’anno dopo, nel 1714, quando l’allora monarca, il re Felipe V, fresco vincitore della “Guerra de Sucesión“, fu in grado di farsi carico della RAE, dando ai loro accademici la protezione della corona e permettendo che fosse considerata, appunto, “Real Academia“. È infatti in questo secolo che nasceranno altre “reales academias” come la “Real Academia de Bellas Artes de San Fernando” (1752) o la “Real Academia de Historia” (1738), ancora in attività.

Formazione e attività

Parleremo più avanti in dettaglio delle attività che svolge la RAE ma in questa presentazione mi premeva parlarvi delle persone che la formano, gli “académicos“. Ci sono quarantasei “académicos de número“, quarantasei persone di rilievo nel mondo della lingua spagnola e della letteratura, che prendono le decisioni più importanti sullo spagnolo: aggiungono o cancellano parole dal dizionario, modificano le regole grammaticali e, in definitiva, hanno l’ultima parola per qualsiasi problema che possa sorgere riguardante la lingua.

Non è un caso che spesso alcune delle loro decisioni vengano accompagnate da forti polemiche, soprattutto quando entriamo nel terreno di quello che è politicamente corretto o delle nuove tecnologie: “emoticono” deve esserci nel dizionario? Con quale grafia? “Emoticon”? “Emoji”? Sono sinonimi? Queste sono alcune delle cose di cui discutono nelle loro sessioni.

Limpia, fija y da esplendor

Questo è il “lema” dell’accademia: pulisce, fissa e fa esplendere. Pulisce dagli errori, fissa le regole e fa esplendere quella che nei nostri giorni continua a essere la seconda lingua più parlata al mondo dietro solo al cinese.

Penso che fin qui basti per avere una prima idea di cosa sia la RAE e quanto debba essere importanti non solo per i madrelingua ma anche per persone come voi che lo spagnolo lo state imparando. Nei prossimi articoli parleremo in dettaglio degli accademici, delle sue opere (la “Gramática” e il “Diccionario”), delle polemiche o del suo ruolo come accademica prettamente spagnola nell'”Asociación de Academias de la Lengua Española“, che comprende ovviamente le accademie dei paesi latinoamericani dove si parla lo spagnolo.

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