Il condizionale in spagnolo

Il “condicional” in spagnolo è l’equivalente del condizionale italiano. Chi l’avrebbe mai detto, vero? Anche se in passato è stato considerato un modo verbale (insieme a “indicativo” e “subjuntivo“) attualmente la RAE lo reputa un tempo verbale in due forme, “simple” e “compuesto“. Vediamoli.

Condicional simple

Per formare il “condicional” di un verbo regolare basta aggiungere “-ía-” all’infinito del verbo, seguito dalle desinenze personali. Quindi:

Prima coniugazione Seconda coniugazione Terza coniugazione
Yo

Cantar-ía

Comer-ía

Vivir-ía

Cantar-ía-s

Comer-ía-s

Vivir-ía-s

Él, ella

Cantar-ía

Comer-ía

Vivir-ía

Nosotros, -as

Cantar-ía-mos

Comer-ía-mos

Vivir-ía-mos

Vosotros, -as

Cantar-ía-is

Comer-ía-is

Vivir-ía-is

Ellos, -as

Cantar-ía-n

Comer-ía-n

Vivir-ía-n

L’uso del “condicional“, sia “simple” che “compuesto” è pressoché identico all’italiano. Serve a esprimere un’azione che succederà nel caso ci siano determinate condizioni. Queste, in generale, vengono introdotte dalla congiunzione “si” (“se” in italiano) ed espresse con il “pretérito imperfecto de subjuntivo“: “si fuera rico, compraría una casa enorme“.

Si tratta anche del tempo verbale che utilizziamo come segno di educazione quando vogliamo fare una domanda o avanzare una pretesa. “¿Le importaría decirme qué hora es?” o “Sería necesario que viniera comigo“. Per questo motivo si usa spesso per esempio nelle mail di lavoro.

Condicional compuesto

Come in tutti i tempi verbali in spagnolo, l’ausiliare che si usa per fare la  forma perfetta del condizionale è “haber“. Serve quindi “haber” in condizionale seguito dal participio.

Haber” è un verbo irregolare ma ci serve anche come modello per tutti i verbi finiti in “-ber“: l’unica particolarità è che si perde la “e” dell’infinito, quindi abbiamo “habría” e non “habería“.

  • Yo habr-ía
  • Tú habr-ía-s
  • Él, ella habr-ía
  • Nosotros, as, habr-ía-mos
  • Vosotros, as, habr-ía-is
  • Ellos, -as, habr-ía-n

Per formare le frasi ipotetiche con il “compuesto” dobbiamo coniugare l’altro verbo in “pretérito pluscuamperfecto de subjuntivo“: “si ese equipo no hubiera comprado al árbitro, habríamos ganado nosotros“.

La differenza di uso con il “condicional simple” è che le ipotesi espresse in questo tempo sono molto più irreali oppure si riferiscono ad azione successe nel passato che non si possono più modificare. Per esempio: “Si quisieras, iría a cenar contigo” (“condicional simple“) esprime un’ipotesi plausibile: “se tu lo vuoi, io vengo a cena con te”. Però: “si hubieras querido, habría ido a cenar contigo“, cioè, se l’avessi voluto, sarei andato, ormai non si può fare (e ti attacchi).

Alcuni verbi irregolari comuni

Qua abbiamo visto i verbi regolari ma ce ne sono purtroppo un po’ di irregolari, che sono come al solito fra i più comuni. Il caso più comune degli irregolari è la vocale dell’infinito che cade, come abbiamo appena visto con il verbo “haber“. A seconda del verbo possono succedere diverse cose:

  • Non succede niente. È il caso di verbi come “haber“, “saber“, “caber“, che fanno “habría“, “sabría“, “cabría“. Nel caso di un verbo come “querer“, se si perde la “e” dell’infinito, abbiamo una “r” doppia: “querría“.
  • Si aggiunge una “d” epentetica: succede con verbi come “tener“, “salir“, “venir“, in cui abbiamo “tendría“, “saldría“, “vendría“.

Altri verbi invece hanno una radice diversa: “decir” fa “diría“, mentre “hacer” fa “haría“.

E fin qui la lezione sul condizionale. Facile da capire ma difficile da ricordare all’inizio. Non resta che metterlo in pratica con una lista dei desideri sulle cose che fareste se foste ricchi! “Si yo fuera rico, viajaría

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