La “tilde diacrítica”: quando usarla

Questo è un argomento molto semplice alla base ma che molti “hispanohablantes” ignorano. In effetti si tratta di uno di quegli errori che si possono vedere anche nei giornali o nelle pubblicità. La “tilde diacrítica” è un accento grafico che si mette su alcuni monosillabi per distinguerli di altri. Come definizione è semplice, no? Andiamo a vedere nel dettaglio.

Una “tilde” che fa la differenza

Qual è la differenza, per esempio, fra “tu” e ““? Perché non ci sono differenza di pronuncia… Se avete qualche rudimento di spagnolo scritto saprete rispondere che ““, con l’accento, è il pronome personale: “ haces café“, “¿ me quieres?“, e così via. “Tu“, senza l’accento, invece, è il pronome possessivo: “tu perro es muy bonito“, “tu coche es muy lento“. Come succede spesso, grazie al contesto della frase, anche se sbagliassimo a scrivere “” o “tu” la frase si capirebbe lo stesso, ma noi vogliamo in ogni caso imparare le cose come si deve.

Altri esempi molto comuni sono “” (affermazione) e “si” (ipotesi), “de” (preposizione) e “” (congiuntivo del verbo “dar“, “dessi”) oppure “él” (pronome personale) ed “el” (articolo).

Un errore molto comune

Lo he hecho para “. Bene, allora prova a farlo meglio perché questo “ti” si scrive unica ed esclusivamente senza accento. Come mai? Innanzitutto perché la regola dice che i monosillabi non vengono accentati a meno, come nel caso che stiamo vedendo, non possano essere confusi con altri vocaboli. Quello che in pochi si fermano a pensare è che questo “ti” è l’unico “ti” della lingua spagnola, non è come “” e “tu“, non c’è nessun altro tipo de “ti“, non può essere scambiato per un’altra parola e, di conseguenza, si deve scrivere senza accento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *