I sensi (IV): “el oído”

Dopo aver visto “el gusto“, “el olfato” e “la vista“, oggi parleremo di un altro dei sensi del corpo umano, dell’udito, che in spagnolo si chiama “oído”. Vedremo quali sono i verbi principali per descrivere cosa stiamo sentendo e il vocabolario di base per spiegare come sono i suoni o le musiche che ascoltiamo.

“Yunque, estribo y martillo”

La prima cosa che dobbiamo vedere è un minimo di anatomia. L’unico organo esterno coinvolto nel senso del “oído” è “la oreja“, cioè, l’orecchio (tra l’altro buonissima sulla griglia “la oreja de cerdo“, ottima tapa…). Poi ci sono quegli “huesecillos del oído medio” che si muovono per colpire “el tímpano“: “el martillo, el yunque y el estribo“, ovvero il martello, l’incudine e staffa. Anche in spagnolo si dice “perder los estribos“, come in italiano “perdere le staffe”!

È la combinazione di tutti questi elementi che ci permette di “oír” (sentire) e, se siamo anche interessati a cosa “oímos“, possiamo persino “escuchar” (ascoltare). Le sfumature fra questi due verbi, dunque, “oír y escuchar” sono praticamente le stesse della coppia “sentire e ascoltare” in italiano. E attenzione, perché mentre “escuchar” è un verbo regolareoír” non lo è per niente. Per darvi un primo aiuto vi lascio la coniugazione del presente di indicativo:

  • Yo oigo
  • oyes
  • Él, ella oye
  • Nosotros, -as oímos
  • Vosotros, -as oís
  • Ellos, -as oyen

Come vedete alcune forme aggiungono una “y”, è una lunga storia che forse un giorno vi racconterò, ma per ora imparatelo così e poi più un là vedremo, “¿vale?

“Te oigo fatal”

Come potete spiegare cosa sentite? Il principio è simile a quello che abbiamo visto per il verbo “oler” quando parlavamo dell’olfatto. Se iniziate  una telefonata e non siete sicuri che l’altra persona vi stia sentendo direte “¿tú me oyes? Yo te oigo bien (o mal, o fatal)“.

Se state guardando la tv e non sentite bene potete chiedere a qualcuno: “¿se oye bajo, no? ¿Por qué no subes el volumen?”. Oppure il contrario: “baja un poco la tele, que es tarde“.

Un’espressione molto bella che si sta perdendo solo per l’arrivo del suono digitale praticamente da per tutto è quando si diceva “se oye fritanga“, che era quel rumore costante come se sotto a quello che volevamo sentire qualcuno stesse friggendo qualcosa. Se invece siamo in un luogo di pace pieno di “silencio” diremo “no se oye volar una mosca“.

 

Bene, se imparate per bene questi verbi e questo vocabolario di base sarete in grado di spiegare e di capire cosa state ascoltando (o no). Per finire vi ricordo questa classica conversazione con la mamma:

  • ¿Me estás oyendo?
  • Sí.
  • ¿Pero me estás escuchando?

 

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