Cinque artisti italiani che hanno cantato in spagnolo

Fra poco arriva l’estate e siamo già tutti un po’ preoccupati per i tormentoni che arriveranno, soprattutto quelli in lingua spagnola che sembrano avere sempre le stesse parole: “calor, pasión, cintura, bailar, corazón…“. La paura è più che giustificata ma bisogna ricordare che negli anni ’70 e ’80 c’è stato un buon numero di cantanti italiani che hanno provato fortuna in spagnolo, attratti sicuramente dell’enorme potenziale di un mercato che contava più di 300 milioni di ispanoparlanti… Ripassiamo alcuni di loro.

Raffaella Carrà

La Carrà è diventata anche un simbolo in terre spagnole ed è sicuramente quella che ha avuto un maggior successo, non solo come cantante ma anche come “presentadora de televisión“. Per anni ha avuto un programma chiamato “Hola, Raffaella“, in cui c’era un gioco che è rimasto nella memoria di tutti gli spagnoli: “Si fuera” (se fosse). Raffaella era seduta su un divano con altri personaggi famosi; insieme pensavano a un personaggio che la gente doveva scoprire e c’erano telefonate in diretta in cui la gente chiedeva cose del tipo “si fuera un color, ¿qué color sería?“. Dicevo che ci è rimasto impresso a tutti il “si fuera” di Raffaella, con un marcato accento italiano, con una “e” molto aperta che tutti imitavamo. D’altronde, l’accento italiano piace tanto in Spagna… Ecco un pezzetto di questo gioco.

Umberto Tozzi

Un altro artista che ha cantato la maggior parte dei suoi grandi successi in spagnolo è il mitico Umberto Tozzi. Da “Tu” a “Gloria” passando da “Te amo“, Tozzi divenne molto conosciuto a cavallo fra gli anni ’70 e ’80. Da quello che ho visto in qualche intervista Tozzi non ha imparato molto lo spagnolo oltre i testi delle sue canzoni, e sia chiaro che non è una critica. Vi consiglio come esercizio mettere a confronto i testi delle sue canzoni più famose, troverete qualche traduzione “creativa” e adattamenti degni di menzione come la trasformazione di “primo maggio, su coraggio” in “voy a hablarle, con coraje“. E diciamoci la verità: meglio “un guerrero sin armas ni ejército” di “un guerriero di carta igienica”…

Foto: lastampa.it

Ricchi e poveri

Anche loro sono sbarcati nel mercato spagnolo nei primi anni ’80, ovviamente con il loro tormentone “Será porque te amo“. Notevole di questo brano la frase “vuela que vuela y veré el mundo loco de atrás“, che non ha nessun senso in spagnolo: “il mondo pazzo di dietro”. Dietro cosa, i cespugli? Boh… Se il senso era tipo “che ci lasciamo alle spalle” c’erano altri modi di dirlo ma “de atrás” in questo caso non vuol dire niente.

Foto: panorama.it

Sandro Giacobbe

Forse i più giovani non conosceranno nemmeno le sue canzoni in italiano ma parliamo di un cantante che negli anni ’70 ha provato a conquistare il mercato spagnolo con due dei suoi successi più importanti, “El jardín prohibido” e “Señora mía”. Vi consiglio l’ascolto di “El jardín prohibido” (in realtà sia in italiano che in spagnolo), una canzone con un testo agghiacciante: lui ha tradito la sua amata con sua sorella (…) e il ritornello fa “la vida es así, no la he inventado yo…“. In questo caso si potrebbe dire: “Ole tus huevos, Sandro” (c’hai un bel coraggio).

Foto: paese24.it

Nek

Laura no está, Laura se fue“… In Spagna iniziavamo a pensare che voi italiani aveste un problema con i fidanzati, visto che qualche anno prima Laura Pausini cantava “Se fue” parlando di un certo Marco… In ogni caso l’amico Nek da metà degli anni ’90 pubblica i suoi album anche in spagnolo, per la gioia di tanti… Morale della favola: con Álvaro Soler stiamo solo tentando i pareggiare i conti…

Foto: panorama.it

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