Gloria Fuertes, non solo la poetessa dei bambini

Questa è la settimana dell’otto marzo, la giornata internazionale della donna. Siccome un solo giorno mi sembrava poco, ho deciso di dedicare l’intera settimana ad alcune delle donne spagnole che più hanno contribuito alla cultura nazionale, spesso senza ricevere il giusto riconoscimento. Se ieri ci avvicinavamo alla figura di Sara Baras oggi è il turno della scrittrice Gloria Fuertes.

Troppi pregiudizi nei suoi confronti

Spesso quando si pensa a Gloria Fuertes (1917-1998) si pensa solo alle sue opere per bambini, che effettivamente formano la maggior parte della sua attività. Questo è già uno dei pregiudizi che troviamo quando ci avviciniamo alla figura della Fuertes, come se scrivere per bambini fosse una cosa minore… L’altro si deve alla sua identità sessuale, poiché Gloria era lesbica, come ha accennato in qualche poema e come testimonia il suo rapporto con una nota ispanista statunitense, Phyllis Turnbull.

La vita di Gloria Fuertes fu sempre difficile. Nacque e crebbe in un quartiere popolare del centro di Madrid, Lavapiés. Ma facciamocelo raccontare da lei in questa sua “Autobiografía“:

Gloria Fuertes nació en Madrid
a los dos días de edad,
pues fue muy laborioso el parto de mi madre
que si se descuida muere por vivirme.
A los tres años ya sabía leer
y a los seis ya sabía mis labores.
Yo era buena y delgada,
alta y algo enferma.
A los nueve años me pilló un carro
y a los catorce me pilló la guerra;
A los quince se murió mi madre, se fue cuando más falta me hacía.
Aprendí a regatear en las tiendas
y a ir a los pueblos por zanahorias.
Por entonces empecé con los amores,
-no digo nombres-,
gracias a eso, pude sobrellevar
mi juventud de barrio.
Quise ir a la guerra, para pararla,
pero me detuvieron a mitad del camino.
Luego me salió una oficina,
donde trabajo como si fuera tonta,
-pero Dios y el botones saben que no lo soy-.
Escribo por las noches
y voy al campo mucho.
Todos los míos han muerto hace años
y estoy más sola que yo misma.
He publicado versos en todos los calendarios,
escribo en un periódico de niños,
y quiero comprarme a plazos una flor natural
como las que le dan a Pemán algunas veces.

Autobiografia

Gloria Fuertes nacque a Madrid
ai due giorni di età,
poiché fu molto travagliato il parto di mia mamma,
che mancò poco che morisse per farmi vivere.
Ai tre anni sapevo già leggere
e ai sei anni sapevo già fare le faccende.
Io era buona e magra,
alta e un po’ malaticcia.
Ai nove anni mi investì una carrozza
e ai quattordici anni mi investì la guerra;
ai quindici morì mia mamma, se ne andò quando avevo più bisogno di lei.
Imparai a barattare nei negozi
e ad andare nei paesi a prendere carote.
Allora cominciai con gli amori,
– non dico nomi -,
grazie a questo potei sopportare
la mia gioventù da quartiere.
Volli andare in guerra, per fermarla,
ma mi fermarono a metà strada.
Poi rimediai un lavoro di ufficio,
dove lavoro come se fossi scema,
– ma Dio e il facchino sanno che non lo sono -.
Scrivo di sera
e vado molto in campagna.
Tutti i miei cari sono morti da anni
e sono più sola di me stessa.
Ho pubblicato versi in tutti i calendari,
scrivo in un giornale per bambini,
e voglio comprare a rate un fiore naturale
come quelli che regalano a Pemán qualche volta.

Come vedete il suo era un linguaggio semplice ma pieno di passione per la vita, nonostante tutte le sue difficoltà.

La lotta per la parità

Gloria Fuertes fece della lotta per la parità una delle sue battaglie più care, portata avanti come era lei, con determinazione ma con tanta dolcezza. Ma anche perché avendo vissuto tutta la sua maturità in epoca di Franco non è che potesse fare molto di più…

C’è un’opera molto significativa di questo argomento: “Tre regine maghe: Melchiorra, Baldassarra e Gaspara” (1978), un’opera teatrale in verso scritta per bambini ma carica di significati.

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