Sara Baras, rompendo gli schemi del flamenco tradizionale

Questa è la settimana dell’otto marzo, la giornata internazionale della donna. Siccome un solo giorno mi sembrava poco, ho deciso di dedicare l’intera settimana ad alcune delle donne spagnole che più hanno contribuito alla cultura nazionale, spesso senza ricevere il giusto riconoscimento. Iniziamo con la “bailaora” Sara Baras.

Sara Baras, il recupero dei “pantalones” per la donna

Devo essere sincero: pensavo Sara Baras fosse stata la prima donna a ballare flamenco indossando i pantaloni, ma dopo aver fatto qualche ricerca non è proprio così. Ci sono state nella storie diverse donne che l’hanno fatto, e una di loro, Carmen Amaya (1913-1963), ne fece anche di questo abito uno dei suoi segni più caratteristici.

Recentemente, invece, è stata Sara Baras (San Fernando, 1971) a fare dell’utilizzo dei pantaloni una delle sue bandiere. Nonostante ovviamente le tante critiche maschiliste che considerano che le donne non dovrebbero usare un abito così maschile. A queste critiche Sara ha risposto sempre in modo garbato ma deciso. Questa è una sua dichiarazione dopo la presentazione di uno suo spettacolo nel 1998:

Muchos se emocionaron, y otros lo consideraron un sacrilegio. Todavía no sé por qué. El pantalón es bonito, y muy chungo para bailar: se te ve el plumero mucho más. No hay adorno, ni mentira” (‘Molti si sono emozionati, altri l’hanno considerato un sacrilegio. Io non so ancora perché. I pantaloni sono molto belli e ballare con loro è molto difficile: si vede di tutto e di più. Non c’è modo di mascherare niente né di mentire’).

Foto di Peter Muller
Sara Baras – Foto di Peter Muller

La “farruca” non è un più un ballo solo per gli uomini

Ma la lotta di Sara Baras per conquistare gli spazi esclusivi degli uomini nel flamenco non si è fermata a una scelta di abiti, anzi. È andata a “rubare” uno dei balli riservati fino a poco tempo fa agli uomini, la “farruca“. La “farruca” è stato tradizionalmente uno dei “palos” del flamenco (cioè, uno dei sottogeneri) prettamente maschile. Invece da qualche anno la Baras ha deciso di aggiungerlo al suo repertorio senza farsi nessun tipo di problema.

La lotta di Sara Baras quindi non è una semplice rivendicazione attraverso gesti eclatanti o slogan grandiloquenti ma una conquista portata avanti con tutta l’arte che ha dentro.

 

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