Lezione di spagnolo – Podcast 03

No hay dos sin tres“, si dice in spagnolo. Ecco perché dopo il primo e il secondo podcast arriva il terzo, dedicato completamente alla figura di Antonio Machado e a tre poesie che scrisse con motivo della morte di Federico García Lorca.

Qua vi lascio il podcast e sotto le poesie che leggo e la traduzione che ho fatto, così potete seguire la trasmissione insieme al testo.

 

El crimen fue en Granada

A Federico García Lorca

I – El crimen

Se le vio, caminando entre fusiles
por una calle larga,
salir al campo frío,
aún con estrellas, de la madrugada.
Mataron a Federico
cuando la luz asomaba.
El pelotón de verdugos
no osó mirarle a la cara.
Todos cerraron los ojos;
rezaron: ¡ni Dios te salva!
Muerto cayó Federico
– sangre en la frente y plomo en las entrañas -.
… Que fue en Granada el crimen
sabed – ¡pobre Granada!-, ¡en su Granada!…

II – El poeta y la muerte

Se le vio caminar solo con Ella,
sin miedo a su guadaña.
– Ya el sol en torre y torre; los martillos
en yunque, yunque y yunque de las fraguas -.
Hablaba Federico,
requebrando a la Muerte. Ella escuchaba.
“Porque ayer en mi verso, compañera,
sonaba el eco de tus secas palmas,
y diste el hielo a mi cantar, y el filo
a mi tragedia de tu hoz de plata,
te cantaré la carne que no tienes,
los ojos que te faltan,
tus cabellos que el viento sacudía,
los rojos labios donde te besaban…
Hoy como ayer, gitana, muerte mía,
qué bien contigo a solas,
por estos aires de Granada, ¡mi Granada!”

III

Se les vio caminar…
Labrad, amigos,
de piedra y sueño, en el Alhambra,
un túmulo al poeta,
sobre una fuente donde llore el agua,
y eternamente diga:
el crimen fue en Granada, ¡en su Granada!

 

Il crimine fu a Granada

Traduzione

I – Il crimine

Fu visto, camminando fra i fucili
per una lunga strada,
uscire al campo freddo,
ancora con le stelle, della notte fonda.
Uccisero Federico
quando la luce si affacciava.
Il plotone dei boia
non osò guardarlo nel viso.
Tutti chiusero gli occhi;
pregarono: nemmeno Dio ti salva!
Morto cadde Federico
– sangue sulla fronte e piombo nelle viscere -.
… Che fu a Granada il reato
sappiate, – povera Granada! – nella sua Granada!..

II – Il poeta e la Morte

Fu visto camminare da solo con Lei,
senza paura della sua falce.
Già il sole da torre in torre; i martelli
sulle incudini, incudini e incudini delle forge -.
Parlava Federico,
corteggiando la Morte. Lei ascoltava.
“Perché ieri nel mio verso, compagna,
suonava l’eco dei tuoi secchi palmi,
e desti il gelo al mio cantare, e il filo
alla mia tragedia della tua falce di argento,
ti canterò la carne che non hai,
gli occhi che ti mancano,
i tuoi capelli che il vento scuoteva,
le rosse labbra dove ti baciavano….
Oggi, come ieri, gitana, morte mia,
che bello da solo con te,
in quest’aria di Granada, nella mia Granada!

III

Furono visti camminare…
Scolpite, amici,
di pietra e sogno, nell’Alhambra,
un tumulo al poeta,
su una fontana dove pianga l’acqua,
e in eterno dica:
il crimine fu a Granada, nella sua Granada!

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