Muoversi in un “aeropuerto” in spagnolo

Uno dei modi più comuni di arrivare in Spagna è ovviamente in aereo. Ma se all’arrivo uno prende solo i bagagli e va via il prima possibile in cerca delle prime tapas, quando ritorna alla fine del viaggio per andare via ci sono alcune cose che è meglio sapere per non avere nessun tipo di problema. Vediamo quindi un po’ di vocabolario utile per muoversi in spagnolo in un aeroporto.

 

Primo step: “los monitores”

Una volta che uno entra nella “terminal” (parola acuta in spagnolo) dell’aeroporto con tutta la sua faccia da turista spaesato, bisogna subito “buscar y encontrar” (cercare e trovare) “los monitores“, cioè, gli schermi in cui “se anuncian los vuelos“. Se abbiamo con noi una valigia grande probabilmente dovremo “facturarla” e quindi cercheremo dove sono i “mostradores” della nostra “compañía aérea“.

Quando arriveremo lì ci chiederanno i nostri “documentos“, sia “el carnet de identidad” oppure il “pasaporte“. Dopo aver fatto le verifiche necessarie ci daranno, se non ce l’abbiamo ancora, “la tarjeta de embarque“. E allora possiamo andare allo step successivo…

Interno del terminal 4 dell’aeroporto di Madrid

“El control”

Questa è la parte che può diventare un incubo per chiunque. La famosa parte in cui infiliamo la nostra “maleta de mano” o la nostra “mochila” (zaino) nello scanner (che in spagnolo si può scrivere anche “escáner“). Bisogna mettere tutto su una “bandeja de plástico” e pregare perché non ci facciano aprire la nostra valigia piena di salumi spagnoli.

Poi ci tocca “pasar por el arco“, dove c’è un “detector de metales” che a volte non si capisce bene perché suoni se siamo già quasi in mutande… Se tutto è andato bene, ci vestiremo di nuovo in fretta con lo stress di non dimenticare niente e andremo all’ultima fase.

 

“Este aeropuerto no realiza llamadas de embarque”

Almeno a Madrid è da un po’ che non si annunciano “por megafonía” le “llamadas de embarque“, quindi non vi sedete ad aspettare che annuncino il vostro “vuelo” perché non succederà. Dovrete di nuovo “mirar otros monitores” e capire qual è la vostra “puerta de embarque” (gate).

Una volta lì aspetterete che inizi “el embarque“, che è quando gli “azafatas y azafatos” cominciano a far salire la gente sull'”avión“. A quel punto non vi resta che controllare se il vostro “billete” è di “ventanilla” o “pasillo” (finestrino o corridoio) e sperare che non vi tocchi viaggiare in mezzo a due di quelle persone che non mollano un centimetro di bracciolo

¡Que tengáis un buen vuelo!

 

 

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