“Consternados, rabiosos”, un poema di Mario Benedetti

Oggi vi propongo un poema di uno dei miei poeti preferiti, se non proprio il numero uno, Mario Benedetti (1920-2009), poeta uruguaiano dagli occhi buoni e la penna dolce. Questo poema è dedicato a Ernesto “Che” Guevara, il rivoluzionario argentino che accese la scintilla della rivoluzione non solo a Cuba a metà del Novecento. Dall’Italia è spesso difficile valutare la figura storica del “Che” ma bisogna sapere che per molti sudamericani il “Che” è stato soprattutto una luce di speranza, un leader carismatico, un simbolo di ribellione. Benedetti dovette andare in esilio dal suo Uruguay a causa di una dittatura di estrema destra come quella che aveva combattuto “Che” Guevara in Cuba, quindi è ovvio che l’affinità era enorme.

Questo poema è scritto dopo la morte del “Che” e Benedetti trova un’altra cosa che lo accomunava a lui, una cosa che lo fa sentire ancora più vicino al suo eroe: entrambi erano asmatici. Questo elemento si trova in diversi punti del poema, che qua vi lascio letto dallo stesso Benedetti:

Consternados, rabiosos

‘Vámonos,
derrotando afrentas’
Ernesto “Che” Guevara

Así estamos
consternados
rabiosos
aunque esta muerte sea
uno de los absurdos previsibles

da vergüenza mirar
los cuadros
los sillones
las alfombras
sacar una botella del refrigerador
teclear las tres letras mundiales de tu nombre
en la rígida máquina
que nunca
nunca estuvo
con la cinta tan pálida

vergüenza tener frío
y arrimarse a la estufa como siempre
tener hambre y comer
esa cosa tan simple
abrir el tocadiscos y escuchar en silencio
sobre todo si es un cuarteto de Mozart

da vergüenza el confort
y el asma da vergüenza
cuando tú comandante estás cayendo
ametrallado
fabuloso
nítido

eres nuestra conciencia acribillada

dicen que te quemaron
con qué fuego
van a quemar las buenas
las buenas nuevas
la irascible ternura
que trajiste y llevaste
con tu tos
con tu barro

dicen que incineraron
toda tu vocación
menos un dedo

basta para mostrarnos el camino
para acusar al monstruo y sus tizones
para apretar de nuevo los gatillos

así estamos
consternados
rabiosos
claro que con el tiempo la plomiza
consternación
se nos irá pasando
la rabia quedará
se hará más limpia

estás muerto
estás vivo
estás cayendo
estás nube
estás lluvia
estás estrella

donde estés
si es que estás
si estás llegando

aprovecha por fin
a respirar tranquilo
a llenarte de cielo los pulmones

donde estés
si es que estás
si estás llegando
será una pena que no exista Dios

pero habrá otros
claro que habrá otros
dignos de recibirte
comandante.

Traduzione

Costernati, rabbiosi

‘Andiamocene,
sconfiggendo affronti’
Ernesto “Che” Guevara

Siamo così
costernati
rabbiosi
nonostante questa morte sia
uno degli assurdi prevedibili

uno si vergogna di guardare
i quadri
le poltrone
i tappeti
di tirare fuori una bottiglia dal frigorifero
di digitare le tre lettere mondiali del tuo nome
nella rigida macchina
che mai
mai ebbe
il nastro così pallido

uno si vergogna di avere freddo
e dell’asma si vergogna
quando tu comandante stai cadendo
mitragliato
fiabesco
nitido

sei la nostra coscienza crivellata

dicono ti bruciarono
con quale fuoco bruceranno le buone
le buone nuove
l’irascibile tenerezza
che portaste e ti riportasti via
con la tua tosse
col tuo fango

dicono che incenerirono
tutta la tua vocazione
tranne un dito

basta per indicarci la strada
per accusare il mostro e le sue ceneri
per premere di nuovo i grilletti

Siamo così
costernati
rabbiosi
certo che con il tempo la plumbea
costernazione
pian piano se ne andrà
la rabbia rimarrà
diventerà più chiara

sei morto
sei vivo
stai cadendo
stai nuvola
stai pioggia
stai stella

ovunque tu sia
se ci sei
se stai arrivando

approfitta finalmente
per respirare tranquillo
per riempirti di cielo i polmoni

ovunque tu sia
se ci sei
se stai arrivando
sarà un peccato che non esista Dio

ma ci saranno altri
certo che ci saranno altri
degni di riceverti
comandante.

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