“El frío”, come parlare del freddo

In questi giorni uno degli argomenti preferiti è il freddo. E, anche se lo spagnolo non è l’eschimese, ci sono tanti modi di parlare del “frío“.

Partiamo dalle basi. Per parlare del clima basta un semplice “hace frío” (fa freddo) o “hace calor” (fa caldo). Per modulare si può usare dopo il verbo “mucho” (molto) o “un poco de” (un po’). Se siamo a metà possiamo dire invece “se está bien“. Ci sarà sempre qualcuno che farà la battutona “cero grados, ni frío ni calor” (non fa ridere dall’89, secondo le statistiche).

 

I primi “fríos”

Già verso la fine di settembre inizieremo a sentire “de día se está muy bien, pero por la noche refresca” (di giorni si sta molto bene ma la sera fa freschino). Ma una volta che arriva il freddo “polar“, bisogna iniziare a creare sfumature per capire quanto. Per esempio: “al sol no se está mal, pero a la sombra te congelas” (al sole non si sta male ma all’ombra si gela). Oppure quando il freddo è ancora leggero potrete sentire che “hace un biruji” (parola che ho scoperto che esiste nel dizionario della RAE).

biruji

Poi arriviamo alle espressioni colorate e volgari (ma comuni). “Hace un frío de cojones“, “hace un frío de la hostia“, “hace un frío del copón“… Sono tutte espressioni da utilizzare solo fra gli amici, non da dire sicuramente al vostro capo oppure alla vostra suocera… Per finire in bellezza, la mia preferita: “hace un frío que arrepiente putas“, cioè, fa un freddo che fa pentire le prostitute di fare il loro lavoro all’aperto. Volgare? Tanto. Divertente? Di più.

Bene, queste sono sicuramente conversazioni da ascensore, ma già il fatto di poter farne una con un madrelingua è un bel passo in avanti.

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