“Contigo”, di Manuel Altolaguirre

Continua il nostro viaggio nel mondo della “Generación del 27”, quella fenomenale generazione di poeti spagnoli vissuti nel Novecento. Oggi è il turno di Manuel Altolaguirre (Málaga 1905 – Burgos 1959).

Un personaggio poliedrico

Altolaguirre fu, oltre un poeta, un editore e negli ultimi anni anche uno sceneggiatore cinematografico, lavorò persino con Luis Buñuel e vinse diversi premi. Morì tragicamente in un incidente in macchina proprio tornando da uno dei festival di cinema più prestigiosi in Spagna, quello di San Sebastián.

Il poema che vediamo oggi è stato pubblicato postumo, nel 1960. È un bellissimo e semplicissimo poema d’amore, la cui forza sta tutta proprio in questa nudità, in questa assenza di virtuosismi.

 

Contigo

No estás tan sola sin mí.
Mi soledad te acompaña.
Yo desterrado, tú ausente.
¿Quién de los dos tiene patria?

Nos une el cielo y el mar.
El pensamiento y las lágrimas.
Islas y nubes de olvido
a ti y a mí nos separan.

¿Mi luz aleja tu noche?
¿Tu noche apaga mis ansias?
¿Tu voz penetra en mi muerte?
¿Mi muerte se fue y te alcanza?

En mis labios los recuerdos.
En tus ojos la esperanza.
No estoy tan solo sin ti.
Tu soledad me acompaña.

 

Con te

No sei così sola senza di me.
La mia solitudine ti accompagna.
Io esiliato, tu assente.
Chi fra noi due ce l’ha una patria?

Ci unisce il cielo e il mare.
Il pensiero e le lacrime.
Isole e nuvole d’oblio
a te e a me dividono.

La mia luce allontana la tua notte?
La tua notte spegne le mie brame?
La tua voce penetra la mia mente?
La mia morte se n’è andata e ti raggiunge?

Sulle mie labbra i ricordi.
Nei tuoi occhi la speranza.
Non sono così solo senza di te.
La tua solitudine mi accompagna.

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